Visualizzazione post con etichetta sardegna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sardegna. Mostra tutti i post

martedì 21 febbraio 2012

Letranca Curza

E como chie so? So fizu de una tzeraca de Roma. 
E so chen'e lùmene, domo no apo, idda non tenzo. 
So chen'e etate, so chen'e afetu nen libertate. 
Presu e bia mi naro pro trint'annos.


Ed ora chi sono? Sono figlio di una sguattera di Roma.
Non ho un nome, non ho casa, non ho paese.
Non ho età, non ho ne affetti ne libertà.
Prigioniero mi chiamo per trent'anni.




Lula, Sardegna, 2012.

domenica 19 febbraio 2012

and when our cubs grow we'll show you what war is good for



Ho letto l'ennesimo racconto e per l'ennesima volta sono rimasto senza parole.
Ma lo sconcerto in me si ritira in fretta, questa volta non sono d'accordo, non è così che stanno le cose.

Parlo dell'articolo pubblicato dall'iRS qualche giorno fa: una ragazza come tante, laureata "in continente" come tante,
che ha dedicato una vita alla sua professione come tante, che è stata all'estero come tante, ora torna in Sardegna, ora vede quello che io e chi mi sta attorno vede ogni giorno. Ma lei scrive un articolo.
Benissimo.

Io, non importa chi sono io, perché l'Io che parla è quello che è comune a tutti voi. 

Io ho 3 lauree come chi ha la licenza media. 

Io sono Sardo.
Non per sangue, non per nascita, non per residenza.
Io sono Sardo per cultura, storia, lingua, identità e sentimento di appartenenza. 
Ed ora ti dico perché non sono d'accordo.

Non sono d'accordo nello specificare che il resort è di "milanesi ed altri italiani", perché è discriminatorio, gli investimenti nel turismo in Sardegna servono e se un russo decide di investire ben venga. Attenzione io odio i villaggi vacanza, sono dei non-luoghi, ma non li odio di certo meno della signorina che era disposta ad andare a lavorarci.

Non sono d'accordo con te e con chi ti considera coraggiosa, ti do tre esempi di coraggio di donne sarde: ho un amica partita quasi 10 anni fa per lavoro e gira il mondo da sola, ieri Irlanda, oggi Australia, domani chissà? , un altra che alla tua età ha due figli ed è sola nel tirarli su, la terza la conoscono tutti... è una cooperante rapita.

Non sono d'accordo quando dici che chi ti offriva lavoro ha perso il contatto con la realtà, perché questa è la realtà. Nel call center di Sky sulla SS131 è pieno di laureati: quei ragazzi hanno accettato un contratto a progetto per fare un lavoro che non gli da l'opportunità di sviluppare le loro competenze, ma se l'hanno fatto vuol dire che non avevano altra scelta.

Non sono d'accordo con te, che un altra scelta ce l'hai, che un colloquio a 26 anni ti "scomoda", che usi un curriculum vitae come un pass, che critichi un sistema non meritocratico autoreferenziandoti, 
non sono d'accordo con te che non accetti un co.co.co, per giunta attinente al tuo percorso professionale, 
per non chiuderti in un resort di lusso e sai perché? 

perché c'è chi lavora sotto il sole su impalcature senza contributi previdenziali e senza assicurazione,
perché c'è chi ha 2 lauree ma alla fine ha fatto un corso oss perché non trovava lavoro,
perché c'è chi odia le armi ma si è arruolato per non restare disoccupato,
perché c'è chi da 10 anni lavora alla Saras in cooperativa e a differenza di un co.co.co non ha contributi versati,
perché c'è chi viene assunto per 3 mesi ogni 2 anni per fregargli la 404,
perché c'è chi con una laurea si alza alle 5 per mungere le pecore che il padre gli ha lasciato insieme ai debiti,
perché c'è chi manda avanti un ufficio pubblico con un contratto da tirocinante,
perché c'è chi davvero è rimasto chiuso dentro un resort di lusso per 3 mesi a fare il servo per pagarsi gli studi!

C'è chi sceglie di lamentarsi raccontando problemi non nuovi e chi, invece, in silenzio cerca delle soluzioni.
Ma ogni tanto tocca anche a noi dire la nostra.

"and when our cubs grow we'll show you what war is good for" cantava Zack De LaRocha, stanno crescendo ma nulla cambia.

martedì 21 giugno 2011

dell'economia sarda ed altre quisquilie

Il sardo non è un imprenditore più o meno come l'economia non è una scienza esatta, o meglio è una scienza sociale e quindi soggetta all'uomo.
Ma gli economisti soffrono di un complesso di inferiorità che costringe al rifiuto della realtà: puoi sbagliare.
Giuristi, economisti, sociologi, antropologi, psicologi e studiosi di talune discipline geografiche nascono dallo stesso crogiolo, le scienze sociali, devono quindi ricordarsi che l'errore è dietro l'angolo, come l'uomo moderno spesso si dimentica di essere mortale.
Ricordati che devi morire.
Non è dunque intellighenzia l'aspetto tecnico e applicativo di modelli e norme generalmente condivisi o fisicamente e oggettivamente dati, mentre intellettuale è colui che mette in discussione modelli, approcci e criteri? 
Gli economisti possono scegliere due strade, fare i "tecnici" o gli intellettuali, ma è più facile il primo perché il secondo è incerto, richiede sforzo e non tutti sopportano le pressioni dovute al mettere sempre e comunque tutto in discussione.
Oggi sappiamo che un polo petrolchimico non crea indotti, il turismo si. Ci vuole l'imprenditore per farlo? ma anche no.

Quanto va di moda la frase "essere imprenditori di se stessi"? 
Mi venderei se la ricerca sociale o la partecipazione fossero a buon mercato, ma così non è.

Risorsa turismo, dove se non in una regione dove la cultura dell'accoglienza è alla base della società civile?
Deve venire un "economista" ad acquistare sottoprezzo per legge di mercato un rudere, farci un bed and breakfast di lusso ed affittare le camere a prezzi assurdi, sempre per legge di mercato? se questo è un imprenditore turistico state freschi.
Per legge di mercato...  la legge o norma legale deve essere, improrogabilmente, la formalizzazione di una norma sociale, cioè universalmente condivisa, il mercato ti dice quanto vale casa tua? siamo messi bene.

Si chiamano No Luoghi, quei posti dove la specificità non esiste potresti essere a Djerba o Tunguska che non fa differenza, la Sardegna diventerà questo, un enorme villaggio vacanze

Finche va, finche il mercato mi dice che va bene investire in Sardegna ok, quando mi dirà che conviene investire a Capo Verde, vendo e ricomincio da capo. 

Si ma non vale mica per tutti.
Guadagnare soldi piace a tutti, ma c'è chi guadagna investendo e chi lavorando, quasi si direbbe che chi lavora crea un esternalità positiva per chi guadagna investendo e a tempo stesso, i prezzi turistici diminuisco il potere d'acquisto dei residenti lavoratori. Senza contare il danno del sommerso che privando il pubblico di risorse limita la fruizione di servizi al cittadino.

Prima pensavo di essere un estremista a dire che gli agenti turistici impoverissero e depredavano il territorio, oggi mi reputo un moderato di questa teoria.

Il turismo deve diventare volano dell'economia sarda, ma a misura dei sardi, fuori il modello di capitalismo-sregolato alla Soros, dentro un modello di giustizia sociale partecipato, integrato e condiviso.